Ratto Grigio

Il Ratto grigio: caratteristiche

rattoragioIl ratto grigio, rattus norvegicus, chiamato comunemente ratto delle fogne, è originario delle steppe asiatiche e oggigiorno, si è diffuso ormai in tutto il mondo. Appartenente alla famiglia dei roditori infestanti, il ratto grigio o pantegana forma i suoi nidi in gallerie fognarie poco profonde o sotto i pavimenti di casa, comunque sapendo che ha la possibilità di una via di fuga.

Abitante della fogna, esso risiede in prossimità di acque stagnanti, infestata da rifiuti organici. Quando si introduce nelle case, colonizza di solito, nelle cantine, nelle legnaie o nelle stalle. Lungo dai 18 ai 24 centimetri, può arrivare anche ai 40 centimetri.

Dotato di una corporatura robusta e di una coda spessa, il Rattus Norvegicus ha un pelo ispido e ruvido, di colore grigio marroncino, più chiaro sulla pancia. La sua mole, unita alla sua indole aggressiva ed ai suoi incisivi aguzzi, spaventa talvolta anche gatti e piccoli cani. Diffidente e schivo, è un grande scavatore e nuotatore.

Gli occhi sono piccoli e sensibili ai cambiamenti della luminosità, le vibrisse sopperiscono alla mancanza della vista, in quanto molto sensibili, l’olfatto, molto sviluppato, gli consente di riconoscere sentieri sicuri che portano al cibo. Le feci del ratto grigio sono più grandi rispetto a quelle del ratto dei tetti, le urine invece servono a marcare il territorio.

Riproduzione del Ratto grigio

La riproduzione può avvenire durante tutto l’anno, arrivando a dare anche sette nidiate l’anno. Le femmine del Ratto Norvegicus sono pronte per l’accoppiamento già all’età di 8-12 settimane e in una gestazione di 20-25 giorni, partoriscono dai 6 ai 9 piccoli topi.

ratto grigio

Consuetudini del Ratto grigio

Solitamente il ratto grigio procaccia il cibo nelle ore notturne: seguendo una gerarchia interna, spetta ai maschi dominanti ed alle femmine gravide l’accesso ai cibi nelle ore più buie, mentre i maschi subordinati corrono più rischi e spetta a loro procacciare il cibo di giorno. I topi grigi comunicano tra loro tramite suoni ed ultrasuoni ed hanno la tendenza ad accumulare il cibo in grande quantità, da qui la scelta di esche rodenticide fisse, visto che quelle mobili sparse per gli spazi abitativi, non assicurano che siano mangiate dal topo.

Alimentazione del ratto grigio

Capace di mangiare anche sapone e cuoio, senza avere effetti collaterali, questa specie animale è capace di nutrirsi di qualsiasi cosa sia commestibile. Dalle radici, alle piante, esso si nutre di molluschi, crostacei, uova di uccelli o rifiuti urbani. Quando si introduce nelle case, attecchisce frutta, salumi, formaggi e farina. Essendo un roditore, rosicchia mobili e parti di legno, libri ed imballaggi. Il ratto grigio è pericoloso per la salute dell’uomo, in quanto frequentando le fogne, è portatore di malattie infettive, soprattutto le sue urine e gli escrementi, a contatto con il cibo, causano malattie virali anche gravi, quali il tifo, la salmonellosi, la toxoplasmosi.

Derattizzazione da Ratto grigio

In caso di presenza di ratti grigi in spazi abitativi, in locali residenziali o commerciali, è opportuno rivolgersi ad aziende specializzate nella derattizzazione, che risolvono tempestivamente il problema, disinfestando la zona colonizzata dai ratti, grazie al lavoro svolto da un personale specializzato, che tempestivamente, entro poco tempo dalla chiamata, interviene prontamente. Oggigiorno le tecniche di derattizzazione per catturare l’ospite indesiderato in casa, sono tecnologicamente avanzate e moderne, sovente sono utilizzate anche soluzioni high-tech, come i derattizzatori ad ultrasuoni. La collocazione di esche non attive è indicata per questa specie, ricorrendo anche allo sbarramento delle vie di fuga, per evitare il passaggio della bestiola.

Esistono vari tipi di derattizzazione: la derattizzazione meccanica avviene grazie al posizionamento di trappole, dopo che la ditta specializzata ha svolto un sopralluogo sul campo e controllato gli escrementi presenti, per poter risalire alla specie di roditore. Scegliere l’esca giusta in base alla specie di ratto è un passo fondamentale per la cattura, svariati i tipi di trappola: a gas, a cattura multipla, strisce collanti e trappole ad elettrocuzione.

La derattizzazione chimica invece ricorre a veleni, sostanze chimiche letali per il topo, da applicare nelle esche. Un esperto del settore sceglierà un prodotto rodenticida adatto alla razza di topo, che agisca in base alle condizioni climatiche, al grado di infestazione ed alle condizioni ambientali, che potrebbero in questi casi, annullare l’effetto dei rodenticidi. Sovente si applicano due tipi di rodenticida contemporaneamente, esistono rodenticidi acuti, subacuti e cronici. Il tipo acuto, a base di fosfuro di zinco, alfacloralosio, un narcotico che svolge una funzione sul sistema nervoso del ratto e l’alfacloridina, portano alla morte della bestiola in meno di 24 ore. La nuova normativa in materia prevede l’uso di una derattizzazione ecologica, con trappole che limitano l’impatto ambientale e la salute degli abitanti della casa.