Moscardini

Il moscardino è un piccolo roditore che fa parte della famiglia dei Gliridi: il suo nome deriva dal forte odore di muschio che emana la sua pelliccia. Come tutti i Gliridi vive principalmente sugli alberi ed è qui che causa la maggior parte dei danni: gli alberi sui quali dimorano questi piccoli e simpatici roditori infatti vengono scortecciati, soprattutto d’inverno, diventando facilmente preda di parassiti e molto più suscettibili al freddo.

Inoltre la loro presenza minaccia seriamente le coltivazioni di nocciole e di frutta, alimenti di cui è ghiotto: occasionalmente i moscardini possono causare danni anche alle abitazioni, insediandosi nei sotto-tetti.

Caratteristiche del moscardino

moscardinoA causa delle sue ridotte dimensioni, arriva infatti a misurare appena 16 centimetri di lunghezza ed a pesare al massimo 15 grammi, il moscardino è chiamato anche nocciolino: questo piccolo roditore è caratterizzato da una folta pelliccia di colore rosso che diventa sempre più chiara nella parte inferiore, fino a diventare color crema sulla pancia.

Il moscardino ha le orecchie piccole e rotonde, gli occhi molto grandi e sul muso ha lunghi ciuffi bianchi di pelo e lunghe vibrisse.

Il moscardino è un animale notturno, quindi i grandi occhi gli consentono di avere un’ottima vista anche con il buio e le vibrisse lo aiutano nella percezione degli ostacoli. Di notte questo piccolo roditore si arrampica sui rami per cercare il cibo, mentre di giorno resta nel suo nido: con rami e foglie secche il moscardino costruisce la sua tana sugli alberi.

Il moscardino ha una dentatura molto sviluppata, anche se a differenza di altri roditori questa è meno evidente ed ha una ricrescita limitata. Il corpo del moscardino si presenta compatto e tozzo, le zampe sono dotate di dita prensili, per consentirgli una solida presa durante l’arrampicatura e la coda è molto lunga e ricoperta di peli.

Oltre ad essere un animale notturno, il moscardino è un roditore che predilige vivere in gruppi piuttosto numerosi: non di rado i nidi vengono condivisi da diversi esemplari. Per tutto l’inverno il moscardino va in letargo: ad inizio ottobre il roditore scava una tana piuttosto profonda nel terreno e fino a marzo vi si rifugia, riducendo il metabolismo e consumando tutte le energie accumulate mangiando tantissimo nei mesi precedenti.

Prima del periodo del letargo il moscardino arriva a pesare quasi il triplo del suo peso normale: può infatti arrivare a pesare fino a 40 grammi. L’aspettativa di vita del moscardino in natura è di 5 o 6 anni.

Distribuzione ambientale del moscardino

Il moscardino è originario dell’Asia Minore, ma si trova anche in vari paesi europei: il suo habitat va dalla Gran Bretagna fino alla Svezia settentrionale, dalla Francia fino agli Urali, dalla Grecia alla Turchia settentrionale. In Italia il moscardino si trova praticamente in tutte le regioni tranne la Sardegna e la Sicilia, ma ha una naturale predilezione per le regioni comprese nella Pianura Padana.

Questo piccolo roditore può sopravvivere anche ad alte altitudini, generalmente fino ai 1500 metri di altezza, ma preferisce vivere nelle pianure caratterizzate dalla vicinanza dei boschi: l’habitat naturale prediletto del moscardino sono i boschi di alberi molto fitti, pieni di cespugli, rovi e piante rampicanti. Il moscardino difficilmente scende a terra, dove può diventare il cibo di qualche predatore, quindi ha bisogno di arbusti, siepi e cespugli che usa come collegamento nello spostamento tra un albero e l’altro.

Alimentazione e riproduzione del moscardino

La dieta del moscardino è basata generalmente di bacche, ghiande e frutta come le nocciole: queste ultime vengono mangiate addirittura con l’intero guscio, grazie ai potenti incisivi. Soprattutto prima del periodo del letargo, ghiande e nocciole sono il cibo esclusivo del moscardino, perchè ricchissime di sostanze nutritive.

All’occorrenza il moscardino si ciba anche di fiori, di nettare, di qualche piccolo insetto e di larve: essendo privo dell’intestino cieco, il moscardino non riesce ad assimilare la cellulosa che si trova nelle foglie e nell’erba.

L’arrivo della primavera ed il successivo risveglio coincide con la stagione degli amori: la gestazione nella femmina di moscardino dura circa 25 giorni ed il parto avviene tra aprile e settembre.

La femmina di moscardino può partorire dai 3 ai 6 piccoli, che alla nascita sono completamente senza pelo, ciechi e sordi. La cura dei piccoli è affidata esclusivamente alla femmina, che provvede ad allattare fino al raggiungimento dei due mesi. In media una femmina partorisce 3 volte all’anno.

Contenimento dei danni provocati dal moscardino

Come tutti i roditori che fanno parte della famiglia dei Gliridi, anche il moscardino è un animale protetto, anche se ogni anno gli agricoltori organizzano delle vere spedizioni punitive e ne sterminano in gran numero.

Il moscardino è anche a rischio estinzione a causa della distruzione dei boschi e delle foreste ed alla sempre maggiore difficoltà a trovare cibo, a causa dell’introduzione di nuove tecniche di agricoltura intensiva. Per contenere i danni che provoca alle coltivazioni ed alle strutture in legno, si può ricorrere a misure di carattere selvi-colturale, all’introduzione di predatori naturali, quali allocchi, civette e martore o al collocamento di trappole speciali, innocue per l’animale.